«La libertà è come l’aria. Ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni e che io auguro a voi giovani di non sentire mai.» Piero Calamandrei.

L’immagine dell’aria dice qualcosa che una definizione giuridica, da sola, non riesce a dire. Finché respiriamo liberamente, possiamo perfino dimenticarcene. Quando il respiro si fa corto, tutto il resto perde importanza. Così accade alla libertà: il suo valore diventa evidente proprio quando qualcuno comincia a restringerla.

Calamandrei non ci invita ad attendere il momento dell’asfissia per reagire. Ci consegna una responsabilità preventiva. La Costituzione non è una teca in cui conservare parole solenni; è il criterio con cui giudicare le decisioni di oggi. Vive se la libertà di manifestare il proprio pensiero comprende anche il dissenso che disturba. Vive se l’uguaglianza non si arresta davanti al nome, alla provenienza, alle condizioni economiche. Vive se chi esercita un potere accetta limiti, controlli e domande.

I diritti non scompaiono sempre in un solo giorno. Possono restringersi per abitudine: una voce delegittimata perché critica; una persona trattata come meno degna di ascolto; una scuola che smette di essere luogo aperto a tutti; un processo in cui la garanzia viene scambiata per un ostacolo. Ciascuno di questi gesti, preso isolatamente, può sembrare piccolo. Insieme cambiano l’aria che respiriamo.

Per questo una Costituzione viva ha bisogno di cittadini attenti, e di istituzioni capaci di rendere conto delle proprie scelte. Difendere le garanzie di chi non la pensa come noi è la prova più seria della fedeltà ai principi costituzionali. La libertà di uno non diventa più sicura comprimendo quella di un altro. La democrazia cresce quando il conflitto trova parole, regole e luoghi di confronto, senza trasformare l’avversario in un nemico.

La memoria del ventennio richiamata da Calamandrei non è una formula da ripetere nelle ricorrenze. È un metro per riconoscere i segnali di chiusura nel presente, senza confondere ogni dissenso con una minaccia e senza ignorare le minacce reali. Richiede precisione nei fatti, fermezza nei principi e rispetto delle persone.

L’aria della libertà si custodisce così: leggendo la Costituzione come un impegno rivolto al presente, facendo spazio a chi ha meno voce, chiedendo ragioni al potere e opponendosi alle discriminazioni. Prima che il respiro manchi.